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L'ebraismo ufficiale e gli ex fascisti

di Dario Calimani

  Già mi stavo preoccupando per una mia certa monomaniacalità. Pensavo che il ritorno del fascismo sotto mentite spoglie di varia foggia fosse una mia fissazione allucinatoria. Ora vedo che altri, con competenza e sensibilità, affrontano il delicato argomento. Eppure fino a qualche tempo fa abbiamo rispolverato senza troppi riecheggiamenti lo spauracchio vergognoso di certo collateralismo tipo ‘La nostra bandiera’, di quegli ebrei che in altri tempi hanno levato in alto il vessillo del fascismo e l’hanno fatta sventolare con orgoglio, mentre altri ebrei ingoiavano olio di ricino e prendevano mazzate sulla schiena.
Ma questi nuovi fascisti sono grandi amici di Israele, si è detto, magari pur rimanendo nel loro intimo viscerali antisemiti. La storia, come spesso accade, non ci ha insegnato molto. Ci siamo entusiasmati alle conversione democratica degli ex-fascisti, li abbiamo accompagnati ammiccanti, abbiamo sparso fiori al loro passaggio. E il nuovo fascismo di chi è figlio, dunque? E l’ebraismo italiano ufficiale, se non la società civile, vorrà prima o poi occuparsi con meno contingenza dell’argomento aprendo un dibattito ampio e approfondito? Ci vuole coraggio, naturalmente, e, si sa, si rischia di perdere qualche amico, ma ne va della nostra salute e della salute della nostra democrazia.

(L'Unione Informa, 30 ottobre 2012)

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