
Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia. Diari e lettere 1938-1945
Autori: Mario Avagliano e Marco Palmieri — Editore: Einaudi (ET Saggi) — Prefazione: Michele Sarfatti — Anno: 2011 — Pagine: LXXXII - 390 — Prezzo: € 15,00 — ISBN: 9788806206659
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Il giudizio di Aldo Cazzullo
“Un saggio importante, che ricostruisce l’intera vicenda storica della tragedia degli ebrei in Italia attraverso gli scritti dei perseguitati, inquadrati da un'ampia ricostruzione storica e raccolti in forma di antologia. Ne viene fuori un libro che, come osservano i due autori nell’introduzione, è un affresco storico che assume un significato particolare anche perché costituito di parole scritte dalle vittime di una persecuzione e di un crimine che il nazifascismo voleva mettere a tacere ed annientare, e che invece sono arrivate fino a noi, lasciandoci traccia tangibile, prova storica inconfutabile e memoria indelebile di ciò che è stato”. Una voce dal libro
«Chi sono? Dicono ora: un giudeo, adoperando in modo triviale un termine tanto stolto quanto vano». Da una lettera di Vittorio Pisa |
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Scheda del libro
Questa ampia scelta di testimonianze coeve è frutto di un accurato lavoro su documenti poco esplorati: ci propone la cronaca della persecuzione cosí come fu registrata giorno dopo giorno dagli stessi ebrei, cioè coloro che subirono le leggi razziali, gli arresti, le deportazioni e spesso pagarono con la vita.
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I brani sono stati suddivisi tematicamente e cronologicamente per consentire di ripercorrere l’intera storia della persecuzione antiebraica in Italia tra il 1938 e il 1945, dalla campagna di propaganda antisemita all’emanazione delle leggi razziali, dall’internamento sotto il fascismo alle razzie e agli arresti sotto la Repubblica sociale italiana, dalla fuga in clandestinità al concentramento nei campi italiani, dalla deportazione nei campi di sterminio al ritorno dei sopravvissuti.
Un affresco storico che assume un significato particolare anche perché costituito di parole scritte dalle vittime di una persecuzione e di un crimine che il nazifascismo voleva mettere a tacere ed annientare, e che invece sono arrivate fino a noi, lasciandoci traccia tangibile, prova storica inconfutabile e memoria indelebile di ciò che è stato.