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Intervista al Ministro Gasparri

di Mario Avagliano
 
“Ho molto a cuore la mia terra”. Maurizio Gasparri, 46 anni, ministro delle Comunicazioni del Governo Berlusconi, è romano di nascita ma i suoi genitori vivono a Cava de’ Tirreni e nelle sue vene scorre sangue cavese da parte di madre e di Roscigno, nel Cilento, da parte di padre. Intervistato da la Città, Gasparri afferma di essere fiero delle sue radici salernitane: “Rivendico sempre la mia origine, con orgoglio e con determinazione”. E rivela che i suoi inizi politici e giornalisti risalgono proprio ai tempi delle sue estati a Cava quando, insieme al fotografo Emilio Palumbo e al generale Demitri, curava le pubblicazioni del “Libretto Tricolore”. Poi loda il sindaco di Cava Alfredo Messina (“l’ho appoggiato anche quando all’interno della destra c’erano discussioni”) e critica invece l’attuale amministrazione di Salerno che, a suo giudizio, procede “un po’ faticosamente”.
 
Ministro Gasparri, che rapporto ha con Cava de' Tirreni?
Al tempi dell'infanzia i miei genitori si erano già trasferiti nella capitale. Tutte le estati e le festività, però, le ho trascorse a Cava de' Tirreni. Con questa città ho sempre vissuto un rapporto fatto di intense frequentazioni. Lì sono nate tante amicizie che ancora oggi conservo.
Cosa ricorda delle estati a Cava, a Vietri sul Mare e ad Amalfi? Chi erano i suoi amici di allora?
Ricordo le preoccupazioni per il mare di Vietri che cominciava ad essere inquinato, e il traffico sulla costiera, aggravato dalla ristrettezza delle strade. Ma ricordo anche la bellezza di quei luoghi che amo e visito frequentemente. Molti ragazzi che conoscevo allora, oggi sono diventati professionisti, dirigenti di banca, commercianti. Alcuni di loro erano figli di amici di famiglia. Una circostanza che faceva spesso incrociare le nostre frequentazioni con quelle dei rispettivi genitori e che tuttora si ripete.
Com'è nata la passione per la politica?
Dai tempi della scuola mi sono sempre interessato alle proposte della destra. Seguivo i dibattiti televisivi e leggevo i giornali che trovavo a casa. Al Ginnasio, poi, ho fatto la mia scelta di militanza diretta nel Fronte della Gioventù. E' nata così una passione per la politica che alimentavo anche d'estate, quando trascorrevo le vacanze a Cava de' Tirreni, dove cominciai a scrivere i primi articoli su alcune pubblicazioni realizzate dal fotografo Emilio Palumbo. Oggi, sono rimasto amico del figlio Fortunato, esponente locale di Alleanza Nazionale. Insieme a lui e ad altri lavoravamo al "Libretto Tricolore", si chiamava così, che aveva come riferimento il generale Demitri, figura prestigiosa del posto, patriota autentico. Anche il generale dava il suo contributo alla pubblicazione che poi portavo a Roma per diffonderla la domenica mattina, davanti alle chiese, con altri giovani del Fronte.
Lei è stato un leader del Fronte della Gioventù e del Fuan, nel quale ha militato insieme al salernitano Enzo Fasano…
Fasano lo conosco da alcuni decenni, fin da quando militavamo nel Fronte della Gioventù. E' un uomo leale, un amico vero, prima ancora che una persona con la quale condividere l'impegno politico. Nella nostra comunità politica l'amicizia è un valore.
Fini e Almirante. Cosa ha imparato da loro?
Fini l'ho conosciuto agli inizi degli anni '70 a Roma, quando era ancora nel Fronte della Gioventù, prima che diventasse Segretario Nazionale. Si può dire che siamo cresciuti insieme, anche se ha qualche anno in più di me. Forse da lui non ho imparato la capacità di raffreddare le passioni. Anche lui ha ideali molto profondi, però riesce a gestire meglio le sue posizioni e le sue valutazioni rispetto a me che, invece, difficilmente riesco ad evitare di dire sempre con franchezza quello che penso. Questo atteggiamento a volte risulta positivo ma, spesso, può anche rischiare di diventare inopportuno. Comunque sono fatto così e difficilmente cambierò a questo punto della vita.
E Almirante?
Da Giorgio Almirante ho imparato tante cose. Lui resta un leader importante e di prestigio. C'è un suo insegnamento che, in particolare, cerco di praticare ogni giorno: la dedizione al partito, la generosità verso i militanti, l'infaticabile disponibilità a girare per tutta l'Italia tra la nostra gente.
Gasparri ha un passato di politico ma anche di giornalista.
E' una passione che, insieme alla politica, coltivo da quando ero giovane. Mi vengono in mento gli anni dei primi giornali, di Dissenso, la pubblicazione del Fronte della Gioventù, che curavo insieme ad altri amici. Lavoravamo di notte con grande entusiasmo ed aspettavamo in tipografia che fosse completata la stampa. Poi sono seguiti gli anni del Secolo d'Italia, dove sono stato praticante, redattore e, dopo dieci anni, condirettore. Vedo molti giovani che si affacciano alla professione. Il loro approccio al giornalismo è diverso da quello della mia generazione. Oggi si hanno a disposizione strumenti che all'epoca nemmeno potevamo immaginare. C'è internet che offre la possibilità di ricevere e lanciare in rete notizie coprendo le distanze in tempo reale...
Nel 1994 Gasparri diventa Sottosegretario all'interno dei I Governo Berlusconi. Sette anni dopo è nominato Ministro delle Comunicazioni del Il Governo Berlusconi. Che differenze ci sono?
Quando sono diventato Sottosegretario all'Interno sembravo un terrestre approdato su Marte. Mi sentivo estraneo a quell'ambiente, a quella struttura, al potente apparato. Ho fatto ricorso alla mia esperienza politica e, nonostante la brevità dell'incarico, di quel periodo è rimasto un ricordo positivo. Da Ministro delle Comunicazioni avverto un senso di responsabilità sicuramente maggiore. Mi sono posto come obiettivo primario il riassetto dei sistema radiotelevisivo. Bisognava fare una legge che tenesse conto delle innovazioni tecnologiche offerte dalla ricerca. Internet veloce, la banda larga, il digitale terrestre, sono ormai delle realtà con le quali dovremo confrontarci. 
Il suo disegno di legge garantisce il pluralismo?
Il pluralismo dell'informazione è un obiettivo che deve poter contare su una normativa moderna e dinamica che tenga conto delle esigenze di tutti gli operatori ma anche del pubblico di casa. Con la mia legge ho voluto dare un segnale preciso che viene ripreso anche dal Contratto di Servizio sottoscritto dallo Stato e dalla Rai. E' un primo passo. Altro resta da fare, non è stato facile vincere l'ostruzionismo dell'opposizione ma, posso affermare, che siamo ormai in dirittura di arrivo.
Le polemiche delle opposizioni sono pretestuose o, come dice il Presidente della Commissione Europea Prodi, in Italia esiste davvero un problema di pluralismo dell'informazione?
L'Italia è all'avanguardia nel settore delle telecomunicazioni. E non lo dico per autocelebrarci. Francia e Germania hanno espresso il loro plauso per il lavoro finora svolto e vedono nel nostro Paese un riferimento sicuro. Vogliamo realizzare un'informazione a più voci che segni la discontinuità rispetto al sistema monocorde che proprio il centrosinistra di Prodi aveva voluto e consolidato.
Il Presidente della Rai, Lucia Annunziata, che tra l’altro ha origini salernitane come lei, è molto critica sulla Legge Gasparri.
Con Lucia ho un antico rapporto di amicizia. La stimo anche se comprendo che la sua idea politica la porti talvolta a privilegiare posizioni ideologiche piuttosto che un'adeguata analisi di merito.
Che cosa si porta dietro Gasparri delle sue radici salernitane?
Rivendico sempre la mia origine con orgoglio e con determinazione. Il nostro Sud è ricco di presenze, di proposte, di intuizioni. Per la potenzialità che riesce a esprimere non dovrà mai più vivere una condizione di subalternità psicologica e culturale rispetto ad altre regioni d'Italia.
I suoi legami con la terra d'origine sono forti anche perché i suoi genitori vivono a Cava de' Tirreni…
Vivono a Cava ma vengono frequentemente a Roma. Spesso li raggiungo. Tanti amici e parenti consentono loro di affrontare la vita quotidiana con serenità. I genitori restano un riferimento importante. Ogni giorno li chiamo per scambiare idee, impressioni.
Conosce il Sindaco di Cava, Alfredo Messina?
Lo conosco e lo apprezzo. Alfredo Messina è un uomo concreto, sincero, operoso e l'ho sostenuto, anche quando, all'interno della destra, c'erano discussioni. Poi hanno condiviso tutti le mie indicazioni. Adesso, quando posso, ascolto le sue problematiche e cerco di dare il mio contributo.
Quali sono gli amici di partito o di coalizione che operano a Salerno o in provincia che stima di più?
Ce ne sono tanti che per elencarli tutti bisognerebbe realizzare un inserto. Nomi non ne faccio per non creare equivoci. Conosco parlamentari bravissimi e militanti da decenni.
Salerno è cambiata in meglio o in peggio negli ultimi anni?
E' una città che sicuramente ha fatto registrare dei miglioramenti. Credo che attualmente l'Amministrazione proceda un po' faticosamente. Ma rispetto tutti, indipendentemente dalle posizioni culturali e politiche, la correttezza dei rapporti viene prima di tutto. Per valutazioni di altra natura ci saranno tempi e modi.
Potrebbe candidarsi prima o poi in un collegio del salernitano?
Mi sono sempre candidato a Roma e l'ultima volta ho abbinato anche il collegio calabrese. Non ho mai preso in considerazione candidature salernitane. Le elezioni sono lontane e ho molto a cuore questa terra. Non vorrei creare angosce in qualcuno con annunci intempestivi e, tutto sommato, infondati.
 
(La Città di Salerno, 26 ottobre 2003)
 
Scheda biografica
 
Maurizio Gasparri nasce il 18 luglio del 1956 a Roma. Durante l’infanzia e l’adolescenza trascorre tutte le vacanze e le festività a Cava de’ Tirreni, città d’origine della madre. Si forma attraverso studi classici e presto è assorbito da due forti passioni: il giornalismo e la politica.
Diventa giornalista-professionista dopo aver diretto i periodici "Dissenso" e "All’Orizzonte", per approdare, successivamente, al quotidiano politico "Secolo d’Italia", dove ricoprirà il ruolo di condirettore. Autore di numerosi saggi è anche coautore, con Adolfo Urso, de "L’età dell’intelligenza", testo dedicato all’analisi della società basata sull’informazione, pubblicato nel 1984. 
L’attività politica lo vede impegnato nel Fronte della Gioventù e, successivamente, nel Fuan-Destra Universitaria. In entrambe le organizzazioni fa rapidamente carriera, diventando presidente nazionale.
Nel 1988, quando Gianfranco Fini diventa per la prima volta segretario del MSI, Gasparri è tra i quadri dirigenti del partito. Nel 1992 è eletto alla Camera nelle liste del Movimento Sociale Italiano e, due anni dopo, viene riconfermato deputato di Alleanza Nazionale. Nel 1994, durante il primo governo Berlusconi, riveste la carica di Sottosegretario all’Interno.
Nel 1995 è nominato coordinatore dell’Esecutivo politico di AN. Rieletto deputato alle elezioni politiche del 1996, viene nominato Vice Presidente del Gruppo parlamentare di Alleanza Nazionale alla Camera dei Deputati.
Nell’ultima campagna elettorale del maggio 2001 è eletto in Calabria, capolista nel collegio proporzionale della Camera. Nel secondo Governo Berlusconi, è chiamato a rivestire la carica di Ministro delle Comunicazioni.
Gasparri vive  a Roma, con la moglie Amina Fiorillo e la figlia Gaia, di sei anni.

 

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