Storie - Il censimento del 1938

di Mario Avagliano

Anche nel Novecento, in estate la burocrazia andava in vacanza. Ma in quell’agosto del 1938 il regime fascista di Benito Mussolini richiamò in servizio prefetti, uffici comunali, carabinieri, responsabili del partito e via dicendo, per affidare loro il delicato compito del censimento degli ebrei in Italia. L’operazione fu ordinata con priorità assoluta, con la richiesta ai funzionari di mantenere massima segretezza sulla procedura (nei telegrammi la parola ebreo era in cifra e corrispondeva a 24535).
«Avverto – scrisse prima di Ferragosto il Prefetto di Firenze al podestà, fotografando bene lo spirito dell’iniziativa – che il lavoro di rilevazione dovrà essere compiuto fascisticamente, con celerità ed assoluta precisione, sotto la Vostra personale direzione e responsabilità».
Il censimento doveva rispecchiare la situazione alla mezzanotte del 22 agosto. E così in quei giorni centinaia di incaricati comunali si presentarono in qualche decina di migliaia di abitazioni sparse nella penisola per consegnare il foglio di rilevazione, andando a scovare gli ebrei anche nelle case per la villeggiatura.
Un’attività che venne svolta con scrupolo. I funzionari si diedero un gran da fare per contribuire al censimento, spesso andando a controllare lo status razziale di cittadini ignari dai cognomi inusuali o esotici per indagare se per caso fossero ebrei. Né mancarono privati cittadini che collaborarono all’operazione con segnalazioni alle autorità competenti, quasi sempre anonime, come ho raccontato assieme a Marco Palmieri nel libro “Di pura razza italiana”.
Nonostante la complessità dell’operazione i dati vennero raccolti e consegnati entro i tempi previsti. Gli ebrei presenti in Italia risultarono 58.412 (aventi per lo meno un genitore ebreo o ex ebreo). Vennero classificati come «ebrei effettivi» 46.656, di cui 9.415 stranieri, pari all’1 per mille della popolazione complessiva.
Il censimento fu il primo test per misurare la tenuta della pubblica amministrazione e delle diramazioni locali del partito di fronte all’imminente persecuzione. Test fascisticamente superato. L’Italia era pronta alle leggi razziali. Anzi, razziste.

(L'Unione Informa e Moked.it del 26 agosto 2014)

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Storie – La libreria di Umberto Saba

di Mario Avagliano

Forse si è ancora in tempo per salvare la Libreria Antiquaria di Umberto Saba, uno tra i più significativi “luoghi simbolo” dell’anima culturale mitteleuropea di Trieste oltre che memoria storica del poeta. La libreria, che nel 2012 è stata dichiarata "studio d'artista" dal Ministero dei Beni Culturali, di recente ha ripreso l'attività dopo un periodo di chiusura e di abbandono. Il sindaco Roberto Cosolini e la presidente della Regione Deborah Serracchiani hanno affermato all’unisono che “è un tesoro che merita di essere preservato e valorizzato, a beneficio di Trieste e di tutta la cultura italiana" e a breve Comune e Regione dovrebbero concordare un progetto comune per tutelare il sito, catalogando i volumi e inserendolo nella rete cittadina dei “punti focali” di rilievo turistico prioritario.
Era il 1919, un anno dopo la fine della Grande Guerra, quando Umberto Saba, alias Umberto Poli, acquistò la Libreria Antica e Moderna di Giuseppe Maylaender, in via San Nicolò 30 a Trieste, grazie al lascito ereditario ricevuto da un parente. Avrebbe voluto “buttare nell’Adriatico tutti quei vecchi libri” e rivendere il locale ad un prezzo maggiorato, ma invece rimase “incantato” dai volumi e quindi decise di fare il libraio antiquario.
In quell’”antro oscuro” Saba produsse gran parte della sua opera poetica e, durante gli anni delle leggi razziste e della persecuzione, fu per lui “un rifugio al riparo degli altoparlanti” del regime fascista. La Libreria Antica e Moderna, che il suo amico Nello Stock chiamava “la bottega dei miracoli”, gli consentì infatti di avere una modesta ma dignitosa entrata economica e di potersi dedicare liberamente alla poesia.
Fu proprio con il marchio editoriale della libreria che Saba nel 1921 pubblicò a sue spese Il Canzoniere. La bottega divenne anche un luogo di incontro di artisti e scrittori, frequentato da Italo Svevo, che passava quasi tutte le sere prima dell’ora di chiusura, Carlo Levi, Comisso, Stuparich, Giotti. Era qui che Saba vendeva libri, lavorava, scriveva, discuteva, incontrava amici antifascisti, come Eugenio Colorni, e dove trascorse circa quarant’anni, fino alla sua morte.
Dopo il varo delle leggi razziste del 1938, Saba fu costretto a cedere formalmente l’attività al commesso Carlo Cerne, detto “Carletto”, e progettò di espatriare con la famiglia a Parigi. Ma il tentativo fallì, il poeta si trovò in forte difficoltà economica e solo l’aiuto di alcuni amici letterati (tra i quali Enrico Falqui, Curzio Malaparte, Ardengo Soffici e Giuseppe Ungaretti) gli consentì di andare avanti.
La Libreria è ora gestita da Mario Cerne, figlio di “Carletto”, il quale diventato socio di Saba dopo la guerra, ereditò la libreria alla morte del poeta nel 1957. Quel luogo custodisce un patrimonio librario unico, di recente restaurato dai tecnici della Biblioteca Marciana, con un finanziamento di 36 mila euro del Ministero dei Beni Culturali, ma è anche un vero e proprio monumento della memoria.
Chi visita a Trieste e va sulle tracce dei tre grandi geni della letteratura mondiale legati a questa splendida città (James Joyce, Italo Svevo e Umberto Saba), per quanto riguarda il poeta - oltre alla libreria - trova solo i versi dedicati alla Triestina incastonati sulle mura dello Stadio Nereo Rocco (“Anch'io tra i molti vi saluto, rosso-alabardati, / sputati dalla terra natia, / da tutto un popolo amati”) e la statua di bronzo di Nino Spagnoli in via Dante (accanto a quelle di Svevo e Joyce), che però è ciclicamente presa di mira da atti di vandalismo, con l’asportazione della pipa e del bastone. Salvare la Libreria Saba sarebbe quindi un atto meritorio.

(L'Unione Informa e Moked.it del 14 ottobre 2014)

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Storie – I 90 anni di Gianfranco Moscati

di Mario Avagliano

Il prossimo 30 dicembre Gianfranco Moscati compirà 90 anni. Nacque nel 1924, ultimo di cinque figli, in viale Certosa a Milano, e nel dopoguerra ha vissuto tra Napoli e Locarno, in Svizzera.
A queste tre terre è legata la sua storia. A Milano, dopo l’emanazione delle leggi razziste del 1938, subì la persecuzione fascista e, dopo l’8 settembre del 1943, anche quella nazista, e fu costretto a rifugiarsi con la famiglia in Svizzera. A Napoli si trasferì nel 1952, al seguito del fratello Sandro, per motivi di lavoro, e s’innamorò della città del Vesuvio e vi restò per più di cinquant’anni.

Dal 1967 Moscati ha cominciato a raccogliere documenti, lettere, cartoline, oggetti, libri e francobolli sui temi dell’ebraismo, dell’antisemitismo e delle persecuzioni, in Italia e in Europa. Preziosa la sua attività nell’esporre e pubblicare quanto trovato (fra i lavori più recenti, “Racconti ebraici”, scritto a quattro mani con Gustavo Ottolenghi). Moscati ha donato una parte della sua straordinaria collezione all’Imperial war museum di Londra, che gli ha dedicato una sezione del suo sito web, e una parte al Meis, il Museo dell’ebraismo italiano di Ferrara.
Il grande collezionista celebra il suo genetliaco in modo originale, con un libretto intitolato “I 90 anni di Gianfranco Moscati”, in cui ricorda il suo impegno di solidarietà per l’Ospedale pediatrico Alyn, centro di riabilitazione di Gerusalemme e per due realtà napoletane, l’istituto comprensivo “Scialoja-Cortese”di San Giovanni a Teduccio e l’Associazione per i bambini “Gioco, immagine e parole”, sempre di San Giovanni a Teduccio. Un impegno tradottosi nell’acquisto di attrezzature, laboratori e strumenti. Chi vuole contribuire, può contattarlo all’e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

(L'Unione Informa e Moked.it del 28 ottobre 2014)

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Storie – Il busto di Azzariti, il giurista antisemita

di Mario Avagliano

Da presidente del Tribunale della Razza a presidente della Corte Costituzionale. Il suo busto “adorna” tuttora il corridoio della Suprema Corte (così come tante strade in giro per l’Italia sono ancora intitolate a personaggi razzisti e antisemiti). È la storia paradossale del napoletano Gaetano Azzariti.
Ne avevamo già parlato io e Marco Palmieri nel libro “Di pura razza italiana”. La sua vicenda è stata approfondita da Massimiliano Boni, consigliere della Corte costituzionale, in un saggio sulla rivista del Mulino«Contemporanea», di cui ha parlato anche Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera. Boni ha ricostruito la vita di Azzariti e il suo ruolo importante nella burocrazia razzista del regime di Mussolini, e ha censito 45 libri, saggi e discorsi vari nel catalogo delle biblioteche italiane, con il suo nome nel titolo o tra gli autori. Neppure uno cita la sua fede fascista e la sua consapevole scelta razzista.

Misteriosamente nel dopoguerra tutti gli atti del Tribunale della Razza sparirono. Nel “riciclaggio” di Azzariti ebbe un ruolo anche il leader comunista Palmiro Togliatti, che lo prese come suo collaboratore al ministero della Giustizia. Qualche anno dopo, nel 1957, divenne presidente della Corte Costituzionale. Una storia livida e vergognosa. Una testimonianza del passato razzista degli italiani colpevolmente oscurato dalla classe dirigente dell’epoca e che solo oggi riaffiora.

Ps: Della vicenda di Azzariti, si è occupata diversi anni fa anche Barbara Raggi, con un articolo su il manifesto, citato da Michele Sarfatti nel suo "Gli ebrei italiani durante il fascismo", e più di recente con il libro “Baroni di Razza”.

 

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Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia

In libreria "Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia" di Mario Avagliano e Marco Palmieri: la storia della persecuzione razziale attraverso le lettere e i diari delle vittime

 
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(Einaudi, 390 pagine, 15 euro)
 
Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia. Diari e lettere 1938-1945La persecuzione degli ebrei in Italia, dalle leggi razziali del 1938 al ritorno dei pochi sopravvissuti dai campi di sterminio tra il 1945 e il 1946, raccontata per la prima volta attraverso la viva voce delle vittime, “registrata” giorno per giorno in centinaia di lettere e diari per lo più inediti dell’epoca.
 
Dalla recensione di Aldo Cazzullo, Corriere della Sera:
Un saggio importante, che ricostruisce l’intera vicenda storica della tragedia degli ebrei  in Italia attraverso gli scrittidei perseguitati, inquadrati da un'ampia ricostruzione  storica e raccolti in forma di antologia.
Il volume – come scrive Michele Sarfatti nella prefazione – ci consegna “una storia corale di quell’evento, tramite le parole di chi ne fu vittima, fissate sul momento in forma di lettera o diario”. Si va dall’incredulità per il Manifesto e le leggi razziali («Sarò tagliato fuori dalla vita del mio paese che ho tanto amato» scrive il poeta Umberto Saba; «Come è possibile che non sia più ritenuto degno di essere figlio d’Italia?» si domanda un reduce della prima guerra mondiale), alla scelta estrema del suicidio per l’umiliazione e l’emarginazione subita («debbo dimostrare l’assurdità malvagia dei provvedimenti razzisti» è l’ultimo scritto dell’editore modenese Formiggini); dalla reclusione nei campi di internamento italiani («Volentieri mi tramuterei in un uccello per respirare l’aria libera» scrive una bimba a Ferramonti), alla cronaca dal vivo degli eccidi (come all’Hotel Meina) e delle arresti di massa (a Roma il 16 ottobre 1943 e in altre città); dalla fuga in Svizzera alla vita in clandestinità, alla partecipazione alla Resistenza, fino alla cattura, alla raccolta nei campi di Fossoli e Bolzano e agli ultimi disperati biglietti lanciati di treni (“Con il cuore afflitto lascio la mia terra natia”, “Siamo in viaggio per terre lontane pieni di fiducia”, “Ti scrivo in treno. Salvatevi!”). Il flusso della scrittura s’interrompe solo con la deportazione e il vuoto che ne deriva è colmato solo in parte dagli scritti dei pochi sopravvissuti durante il ritorno a casa che chiudono il volume (Primo Levi, in una di queste lettere inedite, anticipa i contenuti de La Tregua).
Gli autori delle lettere e dei diari sono sia personaggi noti - come Umberto Saba, Gino Luzzatto, Leone Ginzburg, Vittorio Foa, Emanuele Artom, Emilio Sereni, Leone Ginzburg e Primo Levi – sia “persone comuni”, uomini, donne e bambini di tutta Italia e di ogni ceto sociale. La raccolta è frutto di un’accurata ricerca durata anni negli archivi pubblici, privati e di famiglia in Italia e all’estero. Ne viene fuori un libro che, come osservano i due autori nell’introduzione, è “un affresco storico che assume un significato particolare anche perché costituito di parole scritte dalle vittime di una persecuzione e di un crimine che il nazifascismo voleva mettere a tacere ed annientare, e che invece sono arrivate fino a noi, lasciandoci traccia tangibile, prova storica inconfutabile e memoria indelebile di ciò che è stato”. Cercando di non dimenticare che “l’invito di Primo Levi a meditare su ciò che è stato – scrive Sarfatti nella prefazione - vale non solo per ciò che accadde ad Auschwitz, ma per tutto ciò che è documentato dai brani riuniti da Avagliano e Palmieri nelle pagine di questo libro”.
 
pallanimred.gif (323 byte) L'audio di una presentazione del libro nelle scuole (al Liceo Scientifico "Rummo" di Benevento)
 
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LE RECENSIONI (quotidiani nazionali)
pallanimred.gif (323 byte) La memoria è giustizia, editoriale del Corriere della Sera, di Ferruccio de Bortoli (24 gennaio 2011) - apri versione word
pallanimred.gif (323 byte) La storia dal basso degli ebrei italiani, la Repubblica, di Susanna Nirenstein (21 maggio 2011)
 
pallanimred.gif (323 byte) Prima e dopo la Shoah: tutte le responsabilità italiane, Corriere della Sera, di Frediano Sessi (25 gennaio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Lentamente trascinati verso il gorgo..., La Stampa, di Elena Loewenthal (22 gennaio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Le parole e l'orrore, Corriere della Sera, di Aldo Cazzullo (20 gennaio 2011) - apri versione word
pallanimred.gif (323 byte) Quei diari degli orrori scritti dalle vittime, Il Messaggero (20 gennaio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Non solo Hitler: la Shoah di Mussolini, Il Mattino (25 gennaio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Pena, paura, coraggio: la Spoon River degli ebrei italiani, Avvenire, di Giovanni Grasso (19 marzo 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Gli spioni anni Trenta. Quei "buoni cittadini" dell'Italia littoria, L'Unità, di Nicola Tranfaglia (25 gennaio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Leggi razziali, quella vergogna non si cancella, Giornale di Sicilia, di Antonella Filippi (31 marzo 2011)

pallanimred.gif (323 byte) Libri: lettere e diari per raccontare la persecuzione degli ebrei in Italia, Il Riformista.it (4 aprile 2011)

pallanimred.gif (323 byte) Il dramma ebraico in lettere e diari carichi di umanità, Gazzetta del Sud, di Domenico Marino (3 aprile 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Libri:   persecuzione ebrei in Italia, raccolta testimonianze, Ansa (2 aprile 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Libri:   lettere e diari per raccontare la persecuzione degli ebrei in Italia, Adnkronos (4 aprile 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Libri: esce "Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia", Italpress (4 aprile 2011)

 
 
LE RECENSIONI (quotidiani locali)
pallanimred.gif (323 byte) Appunti di razzismo, Brescia Oggi, di Giovanni D'Alessio (25 agosto 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Appunti di razzismo, Arena e Giornale di Vicenza, di Giovanni D'Alessio (4 agosto 2011)
pallanimred.gif (323 byte) L'incontro - La Shoa e le responsabilità italiane, Corriere dell'Irpinia (30 aprile 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Si presenta il libro: Gli ebrei sotto la persecuzione in ItaliaIl Sannio quotidiano (29 aprile 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Tour della Memoria, Il Mattino Salerno (29 aprile 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Avellino - Avagliano e gli ebrei perseguitati, Il Mattino Avellino (29 aprile 2011)
pallanimred.gif (323 byte) I sopravvissuti alla banalità del male, Il Mattino Avellino (28 aprile 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Per non dimenticare le gravi responsabilità, Quotidiano di Sicilia (7 aprile 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Diari e lettere sulla persecuzione degli ebrei, La Sicilia, di Daniele Ditta (5 aprile 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Diari e lettere dall'Olocausto: presentazione a Palermo, Quotidiano di Sicilia (2 aprile 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Persecuzione degli ebrei in testi inediti, La Provincia di Frosinone, di Igor Traboni (5 marzo 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Shoah, orrore in "diretta", Gazzetta di Parma, di Christian Stocchi (27 febbraio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Ebrei perseguitati. Avagliano rilegge i diari di un popolo, la Città di Salerno (25 febbraio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Gli ebrei in Italia, diari e lettere, Il Mattino Napoli (25 febbraio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Caro amico ti scrivo della persecuzione, Quotidiano della Calabria (13 febbraio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Leggi razziali, gli italiani "maestri" dei nazisti, Il Secolo XIX (11 febbraio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia, La Nuova Sardegna (31 gennaio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Lager: il male assoluto (le parole per dirlo), Gazzetta del Mezzogiorno (27 gennaio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) "Diari e lettere dal '38 al 1945", la Città di Salerno (26 gennaio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Gli ebrei e il segreto degli uomini giusti, Il Gazzettino (24 gennaio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Leggiamo e poi fermiamoci a pensare, Nuovo Quotidiano di Puglia (19 gennaio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Ebrei in Italia, la Repubblica Milano (20 gennaio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) La Resistenza di tutti gli italiani, Corriere della Sera Roma (10 febbraio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia, Quotidiano di Sicilia (20 gennaio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Olocausto, memoria di carta, Il Centro Abruzzo (26 gennaio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Le drammatiche voci dei deportati, Il Tempo Abruzzo Molise (26 gennaio 2011)
 
LE RECENSIONI (periodici nazionali e web)
pallanimred.gif (323 byte) Diari e lettere di ebrei italiani durante il fascismo, Triangolo Rosso, n. 1-3, gennaio-marzo 2011, pp. 14-15, di Alessandra Chiappano
pallanimred.gif (323 byte) Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia, Patria Indipendente n-2-3, di Annabella Gioia (marzo 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia, www.anpi.it (marzo 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Le persecuzioni dalla voce delle vittime, Pagine Ebraiche (gennaio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) La bufera razziale in Italia e gli scritti raccolti in una antologia, il Mensile, di Massimo Carlini (marzo 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Speciale 27 gennaio: Giorno della Memoria, Film-Tv (30 gennaio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia, www.lager.it, di Maurizio Agostinelli (gennaio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Le leggi razziali italiane: una mostra e un libro, Ha Keillah, n. 5, di Sergio Franzese (dicembre 2010)
pallanimred.gif (323 byte) Il significato della Memoria, di Giorgia Greco, Informazionecorretta.it
pallanimred.gif (323 byte) Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia, di Chiara Sciorilli, Bookchannel.it
 
LE RECENSIONI (periodici e siti web locali)

pallanimred.gif (323 byte) Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia: diari e lettere 1938-1945, Palermonotizie.com (4 aprile 2011)

pallanimred.gif (323 byte) Palermo: Lunedì 4 aprile presentazione del libro "Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia", Città Metropolitana.net (3 aprile 2011)

pallanimred.gif (323 byte) La persecuzione degli ebrei in Italia: la verità (senza preconcetti) da lettere e diari, portale web Frosinone dimmidipiù.it, di Igor Traboni (5 marzo 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia, CavaNotizie (gennaio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia, NoceraNotizie (gennaio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia, www.vallibbt.com, di Paolo Monticone (febbraio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Il dramma degli ebrei in diari e lettere testimonianze di una persecuzione, Panorama Tirreno, di Enrico Passaro (febbraio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia. Diari e lettere 1938-1945, www.cittafuturainfo.it, di Alberto Cudini (febbraio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Shoà: il dovere di ricordare, www.ilquotidiano.it, di Martina Oddi   (29 gennaio 2011)
 
Interviste radio e tv
pallanimred.gif (323 byte) Intervista a Mario Avagliano, Italia Uno, Tg Studio Aperto, di Stefano La Marca (7 aprile 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Intervista a Mario Avagliano, Radio Rai Uno, "La Notte di Radio Uno", di Daniel Della Seta (28 gennaio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Intervista a Mario Avagliano, Rai News 24, di Silvana Pepe (27 gennaio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Intervista a Mario Avagliano, Radio Rai Uno, "Tornando a casa", di Enrica Bonaccorti (27 gennaio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Intervista a Mario Avagliano, Radio 24, "L'Italia in controluce", di Daniele Biacchessi (26 gennaio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Intervista a Mario Avagliano, Tg5, rubrica "La Lettura", di Carlo Gallucci (25 gennaio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Intervista a Mario Avagliano, Rai Due Tg Parlamento, di Gianni Scipione Rossi (21 gennaio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Intervista a Mario Avagliano, Rai Tre, TgR Sicilia (13 aprile 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Intervista a Mario Avagliano, Telegiornale T4 Quarta Rete - su you tube (2 febbraio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Intervista a Mario Avagliano e Marco Palmieri, Dialogo Tv (26 gennaio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Intervista a Mario Avagliano, Rete News (24 gennaio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Intervista a Mario Avagliano, Cavanotizie.it e Studio Produzione 10 - su you tube  (29 gennaio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Intervista a Mario Avagliano, Radio Amore  (2 febbraio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Intervista a Mario Avagliano, Canale 21 Napoli  (26 febbraio 2011)
pallanimred.gif (323 byte) Intervista a Mario Avagliano, RDS (7 marzo 2011)
 
 
pallanimred.gif (323 byte) Gli autori
Mario Avagliano, giornalista e storico, è membro dell'Istituto Romano per la Storia d'Italia dal Fascismo alla Resistenza (Irsifar), della Società Italiana per gli Studi di Storia Contemporanea (Sissco) e del comitato scientifico dell’Istituto “Galante Oliva”, e direttore del Centro Studi della Resistenza dell'Anpi di Roma-Lazio. Collabora alle pagine culturali de Il Messaggero e de Il Mattino. Con Einaudi ha pubblicato: Generazione ribelle. Diari e lettere 1943-1945 (2006); Gli internati militari italiani. Diari e lettere dai lager nazisti 1943-1945 (2009); Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia. Diari e lettere 1938-1945 (2011).
Marco Palmieri, giornalista e storico, è membro dell'Istituto Romano per la Storia d'Italia dal Fascismo alla Resistenza (Irsifar) e della Società Italiana per gli Studi di Storia Contemporanea (Sissco) e collabora col Centro Studi della Resistenza dell'Anpi di Roma. Con Einaudi ha pubblicato: Gli internati militari italiani. Diari e lettere dai lager nazisti 1943-1945 (2009); Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia. Diari e lettere 1938-1945 (2011).

Storie – A lezione di razzismo nell’Italia fascista

di Mario Avagliano 
 
“Ma fra i nuovi conquistatori si era mescolata la razza giudaica, disseminata lungo le rive del Golfo Persico e sulle coste dell’Arabia, dispersa poi lontano dalla patria d’origine, quasi per maledizione di Dio, e astutamente infiltratasi nelle patrie degli Ariani, Essa aveva inoculato nei popoli nordici uno spirito nuovo fatto di mercantilismo e sete di guadagno, uno spirito che mirava unicamente ad accaparrarsi le maggiori ricchezze della terra. L’Italia di Mussolini, erede della gloriosa civiltà romana, non poteva rimanere inerte davanti a questa associazione di interessi affaristici, seminatrice di discordia, nemica di ogni idealità”. 
 
Così si leggeva ne "Il libro della quinta classe elementare: letture" di Luigi Rinaldi, edizione 1941, nel capitolo "Le razze", per giustificare le misure razziste adottate dal regime a partire dal 1938 nei confronti degli ebrei. È uno dei documenti presentati nella mostra "A lezione di razzismo - Scuola e libri durante la persecuzione antisemita", allestita a Bologna in occasione della Giornata della Memoria, presso il Museo Ebraico, e aperta al pubblico fino all’8 marzo. 
 
Il sistema dell’istruzione scolastica fu il primo ad essere colpito dai provvedimenti razzisti, con l’espulsione dei docenti e degli studenti ebrei dalle scuole, e fu uno degli strumenti principali del regime fascista per inoculare il veleno razzista nella popolazione italiana, in particolare nelle nuove generazioni, attraverso i libri di testo, i temi scolastici e le lezioni degli insegnanti, prendendo di mira prima le popolazioni colonizzate dell’Africa e poi gli ebrei. 
 
Lo attestano i materiali della mostra, provenienti dall’Indire, l’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa, istituito nel 1925 con l'obiettivo di ospitare un'esposizione permanente della "scuola nuova", frutto della riforma Gentile. Libri, quaderni, diari, oltre a diverse fotografie dell'epoca, che illustrano il clima in cui crebbe la gioventù in quegli anni, fondato sul mito della superiorità della razza latina, sulla rigida divisione tra "civilizzati" e "non civilizzati", a partire dagli abitanti autoctoni delle colonie dell’Impero, e sull’esaltazione dei ragazzi bianchi e fascisti. E contribuiscono a spiegare il forte consenso alle leggi razziste degli italiani dell’epoca. Un film in bianco e nero che non fa onore all’Italia, ma che bisogna ricordare. 
 
(L'Unione Informa e Moked.it del 3 febbraio 2015)
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Storie - Gli ebrei e il Regno Sabaudo

di Mario Avagliano
 
La storia italiana è stata “sempre strettamente connessa con quella più specifica della sua bimillennaria componente ebraica”. Così Pia Jarach ha scritto nella prefazione al libro di Gianfranco Moscati “Gli ebrei sotto il Regno Sabaudo. Combattenti – Resistenza – Shoah” (editore Origrame), dal quale è nata una mostra itinerante che ora giunge a Roma, dove viene presentata domani 11 febbraio alle ore 17,00 presso la Camera dei Deputati (Complesso di Vicolo Valdina).
La mostra, che sarà aperta al pubblico dal 12 al 20 febbraio (ore 10-18, con ingresso a Piazza di Campo Marzio 42), illustra attraverso documenti ed immagini la partecipazione degli ebrei italiani alla vita nazionale nei 150 anni di regno sabaudo, dalle guerre risorgimentali fino alle leggi razziste del 1938, all’adesione alle bande partigiane e alla deportazione nei lager nazisti.
 
Viaggiando attraverso i preziosi frammenti di Memoria raccolti da Gianfranco Moscati, scopriamo così che tra i mille garibaldini sbarcati a Marsala ben sette erano ebrei. E c’erano diversi ebrei in tutte le guerre italiane, spesso partiti volontari per amor di patria: dalla guerra italo-turca del 1911 alla Grande Guerra, fino alla guerra di Etiopia e alla guerra di Spagna.
Solo alla Seconda guerra mondiale gli ebrei non parteciparono (salvo pochissime eccezioni, come il generale Umberto Pugliese del Genio Navale, richiamato in servizio nel 1941, essendo l’unico in grado di recuperare le corazzate italiane affondate dagli inglesi nel porto di Taranto), perché esclusi dall’esercito, come da ogni altro settore della società civile, a seguito dei provvedimenti razzisti.
E in quegli anni gli ebrei sono protagonisti anche dell’antifascismo (basti ricordare i fratelli Rosselli) e della Resistenza (il più giovane partigiano ucciso in combattimento fu l’ebreo Franco Cesana). Non poteva mancare un capitolo dedicato alla persecuzione degli ebrei e alla Shoah. La pagina più nera di quel secolo e mezzo, alla quale anche i Savoia e tanti altri italiani contribuirono.
 
(L'Unione Informa e Moked.it del 10 febbraio 2015)
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Storie - Il Giusto siciliano

di Mario Avagliano
 
Domani a Favara, in provincia di Agrigento, verrà ricordato Calogero Marrone, il deportato politico siciliano morto nel Lager di Dachau e dichiarato nel 2013 "Giusto tra le Nazioni". Il programma prevede alle ore 9, in Piazza della Pace, l’inaugurazione del Giardino della Memoria, con la piantumazione di un albero della vita e la scopertura di un’epigrafe, e alle ore 10, al castello Chiaramonte, un convegno sulla figura di Marrone, con la partecipazione tra gli altri del presidente dell'Istituto Siciliano di studi ebraici Maria Antonietta Ancona, della studiosa Lucia Vincenti, del presidente e del segretario dell'Anpi di Palermo Ottavio Terranova e Angelo Ficarra e di Daniela Marrone, una delle nipoti del Giusto.
 
Antifascista, classe 1889, Marrone era capo dell’Ufficio anagrafe del Comune di Varese e dopo l’8 settembre del 1943 entrò a far parte del gruppo partigiano "5 Giornate del San Martino". In quel periodo Varese, città di frontiera, divenne la meta di numerosi antifascisti ed ebrei, desiderosi di tentare il passaggio nella vicina e neutrale Svizzera, considerata la terra della salvezza. 
Marrone approfittò del suo incarico al Comune per rilasciare documenti d’identità falsi ad ebrei ed antifascisti, permettendo così loro di superare il confine e di salvarsi. Scoperto a causa di una delazione, venne arrestato il 7 gennaio 1944 da ufficiali della Guardia di Frontiera tedesca e, prima di essere deportato nel Reich, venne rinchiuso e torturato nelle carceri di Varese, Como e S. Vittore a Milano e nel campo di  concentramento di Bolzano. Morì nel Lager di Dachau il 15 febbraio del 1945, ufficialmente di tifo.
A Marrone avevano dedicato un libro, nel 2003, Franco Giannantoni e Ibio Paolucci, Un eroe dimenticato (edizioni artirigere). Una curiosità: una delle nipoti del Giusto siciliano, Manuela, è la moglie dell’ex leader della Lega Umberto Bossi.
 
(L'Unione Informa e Moked.it del 17 marzo 2015)
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