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Vincere e vinceremo! Gli italiani al fronte

Vincere e vinceremo! 
Gli italiani al fronte. Dal consenso alla guerra alla caduta del fascismo 1940-1943 
il Mulino - di Mario Avagliano e Marco Palmieri 
 
Nel dopoguerra in Italia si è assistito a uno schiacciamento della memoria sul dissenso diffuso verso il fascismo dopo il 25 luglio e l’8 settembre del 1943, che ha fatto passare in secondo piano la lunga fase di partecipazione attiva e perfino entusiastica alle politiche del regime, compreso quelle militari e guerrafondaie. La partecipazione alla seconda guerra mondiale prima dell’armistizio – in Francia, nei Balcani, in Africa e in Russia – è stata spesso ricordata con la definizione di «guerra fascista», che già di per sé suona come una presa di distanza. 
Vincere e vinceremo! di Mario Avagliano e Marco Palmieri ricostruisce per la prima volta lo «spirito pubblico» degli italiani sotto le armi tra il 1940 e il 1943, attraverso una pluralità di fonti dirette e coeve, come i diari e la corrispondenza dei combattenti, i biglietti clandestini, i brani di lettere cancellate o tolte dal corso dalla censura, le relazioni delle autorità militari e di polizia e le note delle spie fasciste. 
La ricerca, oltre a restituire un ritratto nitido di emozioni, sentimenti, speranze, ideali, miti, aspettative, illusioni e disillusioni dei militari italiani durante il conflitto, mette a fuoco: da un lato l’atteggiamento verso la guerra, caratterizzato da un iniziale entusiasmo e consenso, alimentato da una considerevole e diffusa adesione ai sogni di gloria e di grandezza inculcati dalla propaganda e dalla retorica fascista; dall’altro la parabola stessa del consenso al fascismo, che è su livelli ancora alti all’inizio del conflitto e che trova proprio nella tragedia e nel fallimento della guerra una rilevante componente del suo sfaldamento, con l’entrata in crisi dei suoi miti – del duce e della vittoria in primis – spianando la strada alla faticosa e dolorosa conversione alla democrazia. Rivelando che il vero punto di rottura, a differenza da ciò che tramanda una certa memorialistica postuma, si registrò solo nel 1943 inoltrato. 
Sotto il peso del fardello culturale e ideologico dal fascismo, nonché dei suoi comportamenti razzisti e criminali a lungo taciuti nel dopoguerra, nell’atteggiamento dei militari verso il conflitto, riletto attraverso l’ampio spettro di documenti coevi presi in esame, il saggio di Avagliano e Palmieri coglie tre registri principali: l’adesione, spesso entusiastica; la rassegnazione, talvolta unita al senso del dovere; l’avversione. 
I primi due atteggiamenti, pur considerando i vincoli e le paure ad esprimere apertamente il proprio disappunto, appaiono di gran lunga maggioritari almeno fino a tutto il 1942 e in diversi casi anche nei primi mesi del 1943, ben più a lungo di quanto accade tra i civili sul cosiddetto fronte interno. Lo scoramento e il disappunto, peraltro, rimangono a lungo confinati nella sfera del malcontento, del disagio e dei drammi causati dalla guerra e dalla sua pessima condotta, e solo nell’ultima fase (ma non per tutti) assumono un reale valore politico di messa in discussione e aperta opposizione al fascismo. 
A testimonianza di quanto Mussolini e il fascismo seppero penetrare nell’animo profondo degli italiani, di quanto fu esteso e duraturo il consenso al regime e di quanto fu dura e dolorosa la via d’uscita, che avrebbe portato l’Italia alla libertà e alla democrazia. 
 
Mario Avagliano, giornalista e storico, è membro dell'Istituto Romano per la Storia d'Italia dal Fascismo alla Resistenza, della Sissco, del comitato scientifico dell’Istituto Galante Oliva e direttore del Centro Studi della Resistenza dell'Anpi di Roma-Lazio. Collabora alle pagine culturali de «Il Messaggero» e «Il Mattino». Tra i suoi libri più recenti: Generazione ribelle. Diari e lettere dal 1943 al 1945 (2006), Il partigiano Montezemolo. Storia del capo della resistenza militare nell’Italia occupata (2012) e, con Marco Palmieri, Gli internati militari italiani. Diari e lettere dai lager nazisti 1943-1945 (2009), Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia (2010), Voci dal lager. Diari e lettere di deportati politici 1943-1945 (2012), Di pura razza italiana. L’Italia “ariana” di fronte alle leggi razziali (2013). 
 
Marco Palmieri, giornalista e storico, è membro dell'Istituto Romano per la Storia d'Italia dal Fascismo alla Resistenza e della Sissco. Ha pubblicato tra l’altro, con Mario Avagliano, Gli internati militari italiani. Diari e lettere dai lager nazisti 1943-1945 (2009), Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia (2010), Voci dal lager. Diari e lettere di deportati politici 1943-1945 (2012), Di pura razza italiana. L’Italia “ariana” di fronte alle leggi razziali (2013). 

 

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